Il 26 luglio 1997 incontrai i Placebo al Paléo Festival di Nyon. L’omonimo disco d’esordio (Emi/Virgin, 1996) viaggiava soltanto all’interno dei circuiti alternativi dell’epoca. Un disco nuovo a tutti gli effetti. I Placebo sono tuttora una band impertinente, aggressiva e trasgressiva, irriverente. A dispetto del verso -I need a change of skin- (Kitty Litter, Battle For The Sun, Emi, 2009), la maschera androgina di Brian Molko sorride ancora beffarda agli atteggiamenti mentali ipocriti e conformisti. Gli eccessi, quelli sì, probabilmente sono stati depositati nell’archivio degli errori di una vita, di un’esistenza catturata a piene mani dal rock’n’roll. Quel giorno Brian Molko mi raccontò le origini e i dissidi interni di una band in piena ascesa, mi parlò dell’incontro con David Bowie e mi descrisse la fase embrionale di Without You I’m Nothing (Emi/Virgin, 1998).
Il giovane combo elvetico si propone attraverso undici brani di propria composizione registrati in una 2-day-session datata giugno 2009 all’interno dello Studio Radio DRS di Zurigo. Fabian Mueller (pianoforte), Kaspar von Grüningen (double bass) e Fabian Buergi (batteria) si prestano ad un’esecuzione globale multiforme, spesso chiara e scintillante, a volte più cupa e tenue, che permette all’ascoltatore di percepirne immediatamente l’elevata qualità compositiva.
·Download gratuito di Scène Libre, live album registrato all’Osteria Unione di Riva San Vitale, Svizzera, il 17 gennaio 2009 (RSI-Rete 2)
Lewis Porter e Marc Rossi, entrambi pianisti, si contendono Transformation, un prodotto finale che raccoglie composizioni originali ed efficaci rielaborazioni di standard quali Ostinato (Herbie Hancock), Iris (Wayne Shorter), After The Rain (John Coltrane) e Body And Soul di Johnny Green.Due celebrità a livello esecutivo, ma soprattutto autorevoli ricercatori della versatilità del suono (The Law of Three e Ping Pong) e di una spiritualità che circonda una sorta di indo-jazz assai qualitativo (Rama Priya).
·Ascolta Ping Pong, l’ottava traccia di Transformation:
Sync, il quinto disco di Format A’3, il trio romando che oltre ad Alexis Gfeller (pianoforte, Nordstage, MS-10) conta Fabien Sevilla (double bass, big muff) e Patrick Dufresne (batteria, TR-808, Pearl DRX-1, Kaosspad), è saturo di sperimentalismi acustico-elettronici, di azzardati e difficili accostamenti jazz, funky, rock e riverberi new wave. Un amalgama già ben consolidato tramite il precedente Pirate (Altrisuoni, 2006) e che oggi Sync ne rinforza il fattore qualitativo. Dodici tracce ideate dal combo e una buona rielaborazione strumentale di Her Eyes Are Underneath The Ground, composizione datata 2009 a carico di Antony and The Johnsons.
If You Were Here dei Thompson Twins, nella versione di Darren Hayman, farà parte della raccolta Peace i cui proventi saranno completamente devoluti a favore di Amnesty International. Il disco sarà disponibile solo in formato digitale (con un’offerta minima di € 2.00 per il download integrale) a partire da gennaio tramite Buffetlibre (gli ideatori del progetto) e comprenderà, tra gli altri, anche Ryuichi Sakamoto e Marc Almond.
·Ascolta If You Were Here:
THEM CROOKED VOLTURES: NEW FANG
Newsflash -
ROCK
Mercoledì 28 Ottobre 2009 10:03
Qui di seguito New Fang, il primo singolo di Them Crooked Voltures, il nuovo progetto (o superband) di Dave Grohl (Nirvana/Foo Fighters), Josh Homme (Kyuss/Queens Of The Stone Age) e John Paul Jones (Led Zeppelin). La pubblicazione dell’omonimo debut-album (Sony) è prevista per il 17 novembre.
In anteprima per MusicalMonitor.com, My Black Guitar, il secondo singolo che anticipa di qualche settimana Silly Lilly, il nuovo disco degli Zero In On.
A soli sei mesi dalla pubblicazione di Hombre Lobo: 12 Songs Of Desire (Vagrant, giugno 2009), il 19 gennaio sarà la volta di End Times (Vagrant), il nuovo disco degli Eels. Conterrà quattordici tracce registrate a Los Angeles all’interno dello scantinato di E, il frontman. Un disco concepito in tutta fretta scortato, inoltre, da un titolo piuttosto ambiguo che sembra voglia consentire di dedurre perplessità sulla sorte del combo…
LEONARD COHEN: LIVE AT THE ISLE OF WIGHT 1970
Critica -
FOLK
Lunedì 19 Ottobre 2009 10:13
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Live At The Isle Of Wight 1970
DVD/CD, BLU-RAY, LP (Columbia/Legacy, 16 ottobre 2009)
Valutazione complessiva: 9.5/10
Leonard Cohen si trova all’interno di una dimensione quasi onirica. Le sue ballads prendono forma il 31 agosto 1970 alle quattro del mattino, l’alba del quinto e ultimo giorno del festival. In scaletta Cohen è il penultimo, giunge sul palcoscenico dopo Hendrix e prima di Ritchie Havens. La platea è reduce da ogni sorta di eccesso. Ufficialmente erano in seicentomila, ma c’è chi ne azzarda svariate migliaia in più. Cohen occorre a placarli, occorre a sedarli.Trentacinquenne, all’epoca,con una timbrica vocale non ancora completamente personalizzata ma colma, in ogni caso, di lirismo, d’ira. Murray Lerner, capostipite solo insieme a Pennebaker della documentaristica musicale, esamina e valorizza ogni singolo fattore di quegli istanti, ne analizza il periodo storico anche grazie all’utilizzo d’interviste recenti a Kris Kristofferson, a Joan Baez, a Judy Collins e a Bob Johnston. Un documento essenziale.
TOM WAITS: GLITTER AND DOOM LIVE
Newsflash -
ROCK/BLUES/POETRY
Martedì 13 Ottobre 2009 07:13
Glitter And Doom Live (Anti) sarà pubblicato il 24 novembre. Il doppio disco contiene svariate registrazioni effettuate durante il tour 2008 attraverso Europa e Stati Uniti. I primi otto brani della tracklist sono disponibili in download gratuito tramite TomWaits.com.
AIR
Approfondimento -
SYNTH POP
Giovedì 08 Ottobre 2009 13:13
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Il giorno della pubblicazione del quinto studio-album degli Air, Love 2 (Emi), Nicolas Godin ne racconta il concepimento e la registrazione facendo scorrere, nello stesso tempo, alcune istantanee del sodalizio artistico con Jean-Benoît Dunckel, l’altra metà del combo.
Ricordo perfettamente l’entusiasmo che ebbi nel 2004 durante il primo ascolto di The Oblivion Fair, il primo disco degli Zero In On. Un album che indubbiamente disintegra ancora oggi le linee di demarcazione dei confini elvetici. Pillow Talk, nel2006, invece, fu semplicemente la seconda parte di un esordio fulminante che segnò, nello stesso tempo, la line-up definitiva: Elias Bertini (voce, chitarra, pianoforte), Gian-Andrea Costa (basso) e Mattia Stefanini (batteria). Seguo i progetti sonori di Elias Bertini dalla seconda metà degli anni Novanta (ricordate i See-Saw?), e già all’epoca si percepiva quel che è maturato in lui qualche anno più tardi. Silly Lilly, il terzo disco del combo (e terza autoproduzione) verrà pubblicato ancora prima di entrare nel nuovo decennio. Qui di seguito Los Angeles Is Burning, il primo singolo: una composizione di ottima fattura british che va, ancora una volta, a riconfermare le notevoli capacità di una band che, davvero, le major non dovrebbero più perdere d’occhio.
Jean-Benoît Dunkel e Nicolas Godin questa volta si avvicinano a territori da loro ancora inesplorati, sviscerano quasi ogni espressione musicale per ricostruirla attraverso il vario armamentario elettronico di fattura Seventies (Moog, Vocoder, Korg…). Dodici brani, dodici composizioni ideate sempre a quattro mani. Do The Joy è un preludio piuttosto ruvido di facile accostamento solo a Eat My Beat, al quasi-rumble di Be a Bee e a Night Hunter, una mistura, quest’ultimo, di afrobeat e new wave. Love, Heaven’s Light e Sing Sang Sung (il singolo) sono piacevoli easy-listening. So Light Is Her Footfall, titolo preso in prestito da Oscar Wilde, è inevitabilmente molto british, Missing The Light Of The Day rielabora un’ottima post-new wave, mentre Tropical Disease, You Can Tell It To Everybody e African Velvet si nutrono di sperimentalismi psichedelici elaborati su base jazzy. L’albumnon ospita alcuna superstar, una scelta, unitamente all’autoproduzione, che formula punti a loro vantaggio. Love 2 è il loro disco migliore.
NICK CAVE & WARREN ELLIS: WHITE LUNAR
Newsflash -
ROCK/SOUNDTRACK
Venerdì 25 Settembre 2009 07:03
La collaborazione tra i due dura da anni (The Bad Seeds, Grinderman, The Dirty Three). Solo più recentemente, però, sono stati ingaggiati da svariati registi al fine di musicare le loro pellicole. White Lunar (Mute, 22 settembre 2009), è un doppio disco che contiene il resoconto di quelle registrazioni, in parte già pubblicate (The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, The Proposition, The Girls of Phnom Penh, The English Surgeon) e in parte no (The Road, un film di John Hillcoat ancora in fase di realizzazione basato sul libro di Cormac McCarthy). Inoltre, al fine di arricchire il contenuto della tracklist, altri quattro inediti ricavati dagli archivi sonori di Cave e Ellis: Halo, Zanstra, Deadalus, Magma.
JULIAN CASABLANCAS: PHRAZES FOR THE YOUNG
Newsflash -
ALTERNATIVE ROCK
Lunedì 21 Settembre 2009 11:02
Julian Casablancas, frontman e vocalist degli Strokes, ha annunciato per il 19 ottobre la pubblicazione di Phrazes For The Young (RCA), il suo disco d'esordio in qualità di solista.
AIR: SING SANG SUNG
Newsflash -
SYNTH POP
Giovedì 17 Settembre 2009 14:13
In uscita il 2 ottobre anche Love 2 (Emi), il nuovo album degli Air. Sing Sang Sung, il singolo, è piacevole.
ALICE IN CHAINS: BLACK GIVES WAY TO BLUE
Newsflash -
ALTERNATIVE ROCK
Giovedì 17 Settembre 2009 13:13
La pubblicazione tramite Emi/Virgin di Black Gives Way To Blue, il nuovo disco degli Alice In Chains, è prevista per il 29 settembre. Guarda il video di Check My Brain, il singolo.
EDO BERTOGLIO
Approfondimento
Sabato 31 Marzo 2007 13:13
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Edo Bertoglio, fotografo e film-maker luganese, sul finire degli anni Settanta era a New York, nel mezzo della Downtown...
Nella seconda metà degli anni Novanta era il batterista degli Hefner. Oggi Ant(ony Harding) si propone nelle vesti dicantautore intimista, quasi timido nel raccontare se stesso e la sua musica mite, a volte quasi sussurrata. Lo scorso marzo, On The Camper, una giovane label luganese, è riuscita a contattarlo e a portarloalle nostre latitudini per un set acustico, chitarra classica e voce. All'interno delle mura dello Zion Live Club di Morbio Inferiore, poco prima di esibirsi in una performance quasi onirica, Ant mi racconta il suo cantautorato, la sua vita privata e gli Hefner visti da chi, apparentemente, stava quasi dietro le quinte.
Greg Prevost, The Chesterfield Kings, Live @ Vidia Club–Cesena, 3 marzo 2007
SERVIZIO E FOTO A CURA DI MARCO SESTITO
Sul finire degli anni Settanta, a Rochester, a poche miglia da New York, Greg Prevost (voce) e Andy Babiuk (basso) diedero vita al combo che, in primis, permise al garage rock di risorgere. I riverberi di quelle sonorità erano lì, ferme nel limbo del rock'n'roll, inpaziente attesa di qualcuno che le orientasse nella loro nuova esistenza. I Chesterfield Kings dopo quasi tre decenni di garage rock sono ancora on the road. Oggi al seguito di Prevost e Babiuk ci sono Paul Morabito (chitarra) e Mike Boise (batteria), la spina dorsale di un'anima incandescente, mai denutrita, rifocillata quotidianamente attraverso innumerevoli flebo cariche di rock'n'roll primordiale, ancora incontaminato. Li incontro nel camerino del Vidia Club di Cesena poco prima che uno show di solo rock'n'roll, straripante, detoni all'interno del locale.