Mad Dog, il primo disco del progetto Frank Salis H3O, un combo di matrice blues oriented, delinea esattamente quanto il livello esecutivo e compositivo dei musicisti di base nella Svizzera Italiana sia in costante ascesa. Frank Salis (organo Hammond), Marco Nevano (sassofono) e Rocco Lombardi (batteria) sono prevalentemente tre sessionman capaci di appropriarsi di ogni genere si chieda loro di assimilare, impastare e digerire anche soltanto per una notte. Mad Dog raccoglie dieci composizioni, tra cui la rielaborazione di Cold Shot di Stevie Ray Vaughan, e conta, all’interno di alcune tracce, le collaborazioni di Joe Colombo (dobro), Phil Giomo (chitarra), Luca Princiotta (chitarra) e Max Pizio (sassofono). Frank Salis sciorina virtuosismo sfruttato con cura, schivandosi immediatamente da esecuzioni troppo sterili e prive di groove; Jimmy Smith e James Taylor riecheggiano orgogliosamente in ogni nota…
JOHNNY DUK & THE ACOUSTIC SESSIONS BAND: THE RIVER OF DREAMS
FOLK
Venerdì 14 Gennaio 2011 05:13
FONTE: COOPERAZIONE DEL 27 DICEMBRE 2010
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Johnny Duk & The Acoustic Sessions Band
The River Of Dreams
CD (Autoproduzione, 2009)
> Valutazione complessiva: 8/10
The River Of Dreams, la prima (auto)produzione di Johnny Duk & The Acoustic Sessions Band, raccoglie una dozzina di tracce che si snodano attorno alla tradizione folk/country/blues (ri)elaborata attraverso il peculiare ascolto di pionieri quali Johnny Cash, Hank Williams e Woody Guthrie. La sensibilità compositiva di Fabio Ducoli, alias Johnny Duk, è forse il fattore primario che spinge un disco saturo di passione, di dedizione, di ricerca, di esplorazione delle impervie zone rurali d’oltreoceano, all’esterno dei nostri margini di confine. L’apporto di Nick De Vita (basso, tastiere), Oreste Pianezzi (batteria, percussioni) e Claudia Klinzig (violino, fisarmonica, flauto) ha consentito ai brani di prendere forma, di svilupparsi, e di ricavare la messa in onda all’interno di innumerevoli palinsesti radiofonici del pianeta. Desolation Land, Serenade, la title-track e Dusty Valley sintetizzano l’incisiva verve dell’intero album.
Deluxe Edition 5CD+1DVD+3LP (Emi, 28 settembre 2010)
> Valutazione complessiva: 8.5/10
Station To Station è il disco di David Bowie datato 1976 che precede la seminale e futuristca trilogia berlinese (Low/Heroes/Lodger), concepita e registrata insieme a Brian Eno, e che segue il plastic soul di Young Americans. Fattori, questi, che sono confluiti direttamente o indirettamente all’interno di un album visionario, onirico, in cui Bowie si allontana dal ruolo alieno di Ziggy Stardust per identificarsi nella figura, forse più realistica, del Duca Bianco (The Thin White Duke). Oltre al master analogico del disco, la nuova edizione (Special Edition 3CD) raccoglie il complemento Live At The Nassau Coliseum March 23 1976 che, a causa di un’elevata compressione del nastro originale in sede di mastering, non è in grado di enfatizzare l’effettiva qualità di una performance attesa da tempo in versione ufficiale. L’edizione deluxe sciorina, inoltre, altri cinque missaggi dell’intero album, i singoli, una versione inedita della title-track, e somministra, infine, il codice download per ottenere la traccia Panic In Detroit (Unedited alternative mix).
ROLLING STONES: LADIES & GENTLEMEN THE ROLLING STONES
ROCK
Giovedì 25 Novembre 2010 12:13
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Rolling Stones
Ladies & Gentlemen The Rolling Stones
DVD/Blu Ray (Eagle Vision, 12 ottobre 2010)
> Valutazione complessiva: 10/10
Ladies & Gentlmen documenta la seconda formazione degli Stones (Mick Jagger, Keith Richards, Bill Wyman, Charlie Watts e Mick Taylor), nel 1972, alle prese con la promozione di Exile On Main St. Rollin Binzer registrò quattro performance in Texas, a Ft. Worth e Houston, selezionò i brani (Brown Sugar, Dead Flowers, Happy, Dead Flowers, Sweet Virginia, All Down The Line, Rip This Joint, Bye Bye Johnny…) e confezionò un film/concerto che venne proiettato per la prima volta a New York nel 1974. L’unica edizione ufficiale in VHS risale ai primi anni Ottanta e, inoltre, venne pubblicata soltanto in territorio australiano; un fattore che, a causa delle scarse opportunità di visionare la pellicola, incrementò inevitabilmente il mercato illegale. Gli Stones erano ai vertici della loro fase compositiva, al culmine del loro impatto sonoro in dimensione live. La nuova versione rimasterizzata in DVD e Blu Ray è scortata da un paio di interviste a Mick Jagger (una dell’epoca e una datata 2010) e da tre brani (Shake Your Hips, Tumbling Dice e Bluesberry Jam) registrati durante le prove del tour nei pressi di Montreux.
SYNSÒMA: STOMACH
ALTERNATIVE ROCK
Giovedì 25 Novembre 2010 11:13
FONTE: COOPERAZIONE DEL 23 NOVEMBRE 2010
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Synsòma
Stomach
CD (Autoproduzione, 2010)
> Valutazione complessiva: 8/10
Synsòma è un progetto nato intorno al 2005 nella Svizzera Italiana ma che per ragioni di studio e di lavoro dei quattro componenti si è dislocato da qualche tempo a Losanna. Francesco Giudici (voce, chitarra), Mario Mattiello (chitarra, pianoforte), Davis Tuia (basso) e Kim Pieracci (batteria) hanno appena terminato di confezionare Stomach, la loro seconda autoproduzione che segue l’omonimo EP datato 2007. Le otto tracce, sei in inglese e due in italiano, si contendono le molteplici influenze musicali che sono confluite all’interno del disco: Queen Of The Stone Age, Tool, Pearl Jam, King Crimson, Pink Floyd, Afterhours e Marlene Kuntz. Arrangiamenti più ruvidi e sanguigni (Avant-Garde Priscilla, The Sailor, Stomach) si alternano e si fondono a sonorità più soffici, più pacate, più visionarie, prevalentemente indirizzate alla West Coast di Crosby, Stills, Nash & Young (She Only Wanted To Die, Blue Lines) e agli acidi riverberi psichedelici d’inconfutabile matrice Sixties (Synsòma Tonight, Un Bellissimo Essere Umano). Un peculiare lavoro di ricerca e di composizione…
CD (Punk Rock Blues/Pias Recordings, 6 settembre 2010)
> Valutazione complessiva: 9/10
Un disco saturo di rock’n’roll primordiale, crudo, supponente. Jerry Lee Lewis, Flamin’ Groovies, Stones e Little Richard scorrono nelle vene di Jim Jones tanto quanto il sangue... Undici composizioni prodotte da Jim Sclavunos (Nick Cave & The Bad Seeds, Grinderman) in cui l’ex-Thee Hypnotics non abbassa la guardia nemmeno per un istante…
Carl Barât, ex-chitarrista dei Libertines ed ex-frontman dei Dirty Pretty Things, pubblicherà il suo primo omonimo disco in veste solista il 4 ottobre prossimo tramite la sua etichetta, la Arcady Records. Dieci tracce dai toni malinconici sostenute da linee melodiche e arrangiamenti in cui si riverbera prevalentemente il glam rock d’autore del primo Bowie. Un disco mite, maturo, e soprattutto privo di inefficaci assalti sonori à la Pete Doherty.
EELS: TOMORROW MORNING
ALTERNATIVE ROCK
Venerdì 20 Agosto 2010 13:13
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Eels
Tomorrow Morning
CD/CD+EP/LP+EP+7" (V2 Records, 17 agosto 2010)
> Valutazione complessiva: 8/10
Quattordici tracce oniriche, sospese in un limbo, difficilmente collocabili all’interno di un’ipotetica linea temporale. Mark Oliver Everett (E), songwriter e frontman del combo, non accantona alcuna influenza percepita (folk, electronic pop, chamber pop, gospel, r&b…), un fattore che si pone inevitabilmente nel mezzo della sua costante e notevole sete di ricerca. Tomorrow Morning è l’elaborazione e l’amalgama di tutto quanto, un disco che andrà ad affollare i vertici dell’intera produzione della band.
PETER GABRIEL: SCRATCH MY BACK
ROCK
Mercoledì 10 Febbraio 2010 11:13
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Peter Gabriel
Scratch My Back
CD (Emi, 12 febbraio 2010)
> Valutazione complessiva: 8.5/10
Dal disco traspare un ampio lavoro di ricerca, una profonda conoscenza del materiale con cui Gabriel ha deciso di mettersi in gioco, nonostante siano dodici composizioni legate direttamente o indirettamente alla sua musica, amalgamate inevitabilmente alla sua vita. Con la produzione di Bob Ezrin e gli arrangiamenti orchestrali curati da John Metcalfe, Gabriel ha rielaborato e reinterpretato gli illustri colleghi analizzando e sezionando gli originali, rispettandoli con peculiarità all’interno dei loro singoli contesti e riuscendo a mantenere intatte le dinamiche di ognuno. L’intero progetto prevede una seconda parte che coinvolgerà a livello esecutivo i musicisti omaggiati, i quali si vedranno alle prese con altrettante composizioni a carico dell'ex-Genesis.
Dopo l’incidente cardiaco capitatogli proprio agli sgoccioli di questo lungo tour, sembra che Bowie stenti davvero a rimettersi in gioco. Il disco non raccoglie nient'altro che le incisioni di Dublino del 22 e 23 novembre 2003 già pubblicate l'anno seguente all’interno del DVD omonimo (Sony). Ad arricchire la pubblicazione, tre bonus tracks: China Girl, Breaking Glass e Fall Dog Bombs The Moon. Malgrado qualche lievissima e perdonabile imprecisione vocale, l'album è un piacevole greatest hits in dimensione live.
TINDERSTICKS: FALLING DOWN A MOUNTAIN
FOLK/CHAMBER POP
Lunedì 08 Febbraio 2010 12:14
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Tindersticks
Falling Down A Mountain
CD (4AD Records, 25 gennaio 2010)
> Valutazione complessiva: 8.5/10
Nonostante i molteplici progetti individuali abbiano consentito al pubblico d’intravvedere perplessità sulla sorte del combo e malgrado una nuova line-up, Falling Down A Mountain sembra non accusi alcuna metamorfosi, un fattore, comunque, che già si percepì all’interno di The Hungry Saw (Beggars Banquet, 2008), il disco che consacrò ufficialmente il ritorno della band. Black Smoke, Keep You Beautiful, la title-track e Peanuts (con Mary Margaret O’Hara) riassumono un ennesimo disco, l’ottavo, intenso e versatile in cui la struttura compositiva tende a non autocelebrarsi, bensì s’indirizza al migliore Staples solista.
Il giovane combo elvetico si propone attraverso undici brani di propria composizione registrati in una 2-day-session datata giugno 2009 all’interno dello Studio Radio DRS di Zurigo. Fabian Mueller (pianoforte), Kaspar von Grüningen (double bass) e Fabian Buergi (batteria) si prestano ad un’esecuzione globale multiforme, spesso chiara e scintillante, a volte più cupa e tenue, che permette all’ascoltatore di percepirne immediatamente l’elevata qualità compositiva.
·Download gratuito di Scène Libre, live album registrato all’Osteria Unione di Riva San Vitale, Svizzera, il 17 gennaio 2009 (RSI-Rete 2)
Lewis Porter e Marc Rossi, entrambi pianisti, si contendono Transformation, un prodotto finale che raccoglie composizioni originali ed efficaci rielaborazioni di standard quali Ostinato (Herbie Hancock), Iris (Wayne Shorter), After The Rain (John Coltrane) e Body And Soul di Johnny Green.Due celebrità a livello esecutivo, ma soprattutto autorevoli ricercatori della versatilità del suono (The Law of Three e Ping Pong) e di una spiritualità che circonda una sorta di indo-jazz assai qualitativo (Rama Priya).
·Ascolta Ping Pong, l’ottava traccia di Transformation:
Sync, il quinto disco di Format A’3, il trio romando che oltre ad Alexis Gfeller (pianoforte, Nordstage, MS-10) conta Fabien Sevilla (double bass, big muff) e Patrick Dufresne (batteria, TR-808, Pearl DRX-1, Kaosspad), è saturo di sperimentalismi acustico-elettronici, di azzardati e difficili accostamenti jazz, funky, rock e riverberi new wave. Un amalgama già ben consolidato tramite il precedente Pirate (Altrisuoni, 2006) e che oggi Sync ne rinforza il fattore qualitativo. Dodici tracce ideate dal combo e una buona rielaborazione strumentale di Her Eyes Are Underneath The Ground, composizione datata 2009 a carico di Antony and The Johnsons.
DVD+CD/Blu Ray/LP (Columbia/Legacy, 16 ottobre 2009)
> Valutazione complessiva: 9.5/10
Leonard Cohen si trova all’interno di una dimensione quasi onirica. Le sue ballads prendono forma il 31 agosto 1970 alle quattro del mattino, l’alba del quinto e ultimo giorno del festival. In scaletta Cohen è il penultimo, giunge sul palcoscenico dopo Hendrix e prima di Ritchie Havens. La platea è reduce da ogni sorta di eccesso. Ufficialmente erano in seicentomila, ma c’è chi ne azzarda svariate migliaia in più. Cohen occorre a placarli, occorre a sedarli.Trentacinquenne, all’epoca,con una timbrica vocale non ancora completamente personalizzata ma colma, in ogni caso, di lirismo, d’ira. Murray Lerner, capostipite solo insieme a Pennebaker della documentaristica musicale, esamina e valorizza ogni singolo fattore di quegli istanti, ne analizza il periodo storico anche grazie all’utilizzo d’interviste recenti a Kris Kristofferson, a Joan Baez, a Judy Collins e a Bob Johnston. Un documento essenziale.
AIR: LOVE 2
SYNTH POP
Martedì 29 Settembre 2009 09:02
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Air
Love 2
CD (Emi, 2 ottobre 2009)
> Valutazione complessiva: 9/10
Jean-Benoît Dunkel e Nicolas Godin questa volta si avvicinano a territori da loro ancora inesplorati, sviscerano quasi ogni espressione musicale per ricostruirla attraverso il vario armamentario elettronico di fattura Seventies (Moog, Vocoder, Korg…). Dodici brani, dodici composizioni ideate sempre a quattro mani. Do The Joy è un preludio piuttosto ruvido di facile accostamento solo a Eat My Beat, al quasi-rumble di Be a Bee e a Night Hunter, una mistura, quest’ultimo, di afrobeat e new wave. Love, Heaven’s Light e Sing Sang Sung (il singolo) sono piacevoli easy-listening. So Light Is Her Footfall, titolo preso in prestito da Oscar Wilde, è inevitabilmente molto british, Missing The Light Of The Day rielabora un’ottima post-new wave, mentre Tropical Disease, You Can Tell It To Everybody e African Velvet si nutrono di sperimentalismi psichedelici elaborati su base jazzy. L’albumnon ospita alcuna superstar, una scelta, unitamente all’autoproduzione, che formula punti a loro vantaggio. Love 2 è il loro disco migliore.
STOOGES: THE WEIRDNESS
GARAGE ROCK
Lunedì 05 Marzo 2007 09:02
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO
Stooges
The Weirdness
CD/LP (Emi/Virgin Records, 3 marzo 2007)
> Valutazione complessiva: 7/10
The Weirdness non verrà ricordato quanto Funhouse (Elektra, 1970) o Raw Power (CBS, 1973), questo è certo. In ogni caso, si tratta di rock’n’roll genuino e primordiale. Non è affatto rock’n’roll avariato. Il rock’n’roll degli Stooges non porterà mai una data di scadenza. Davvero difficile potergliela affibbiare. Quando iniziarono, gli Stooges trasgredirono a ogni regola, frantumarono qualsiasi limite, violentarono e sodomizzarono la verginità del primo rock’n’roll, sbeffeggiando, ancora una volta, il pensiero conservatore americano. Ora è solo rock’n’roll. Sì, solo rock’n’roll nel quale, però,la chitarra di Ron Ashton è tuttora turgida e lacerante, la base ritmica di Watt (al basso, in sostituzione del defunto Dave Alexander) e Scotty (batteria) è una mitragliatrice, e non una mitragliatrice a salve. E poi, Iggy: voce profonda, ammaliatrice, a volte ipnotica quando, sostenuti da Mackay al sax, ritmi e arrangiamenti si nutrono di un’allucinogena tradizione psichedelica. Steve Albini, in sala d’incisione, ha pensato al resto…