| DANDY WARHOLS |
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| Approfondimento |
| Martedì 20 Luglio 2010 07:13 |
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FONTE: COOPERAZIONE DEL 20 LUGLIO 2010 SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO Peter Holmstrom, la chitarra dei Dandy Warhols, traccia un bilancio della band di Portland. Un bilancio che però consente di insinuare forti dubbi relativi al futuro del combo, a prescindere dalla pubblicazione della loro prima raccolta, Best Of The Capitol Years 1995-2007 (Capitol Records/Emi, 16 luglio 2010), e dall’imminente tour che li vedrà impegnati in Europa, negli Stati Uniti e in Australia… Intervista telefonica del 22 giugno 2010· Best Of The Capitol Years 1995-2007 è la vostra prima raccolta… Sì, è così. Abbiamo meditato a lungo su quando pubblicarla e questo, indubbiamente, si è rivelato il momento più opportuno, non avevamo altro materiale a disposizione… · L’ultima traccia, This Is The Tide, è un brano inedito: si tratta di una composizione recente oppure è stata ripescata all’interno dei vostri archivi? È una canzone nuova, ed è, inoltre, il primo brano scritto per la band da Brent DeBoer, il nostro batterista. · Non avete mai pensato di pubblicare un live album? Abbiamo riflettuto a lungo anche su questa possibilità: il nostro archivio trabocca di registrazioni live, non riuscirei nemmeno a contarle, te lo garantisco… · Potresti descrivere l’inizio dei Dandy Warhols? In quel periodo il vostro batterista era Eric Hedford… Eravamo molto giovani, suonavamo insieme spessissimo soprattutto per divertirci; tentavamo costantemente di rielaborare i brani delle band che in quel periodo più ci influenzavano… · I vostri punti di riferimento musicali sono sempre stati piuttosto evidenti, forse anche grazie alle regolari citazioni all’interno dei vostri brani… Devo dire che Lou Reed, o meglio i Velvet Underground, e i primi Rolling Stones sono tuttora le nostre maggiori fonti d’ispirazione… · Portland, in Oregon, è da sempre la vostra base. Non avete mai pensato di trasferirvi in altre città in cui la vostra musica, soprattutto all’inizio, avrebbe forse ottenuto maggior popolarità? Questa non è mai stata una nostra priorità, nonostante Los Angeles, New York e Londra siano le metropoli in cui tutto è possibile… · Il vostro sound è inevitabilmente costituito da risonanze lo-fi: nel momento in cui avete firmato il contratto con la Capitol Records, avete dovuto riassestare qualche aspetto della vostra musica? Devo dire che i discografici non ci imposero direttive particolari… Il nostro sound non cambiò granché, la struttura dei nostri brani rimase pressoché inalterata… · Vi ricordo come supporting act di David Bowie nel 2003, ma anche dei Rolling Stones a Losanna nel 2007… Purtroppo incontrammo gli Stones soltanto cinque minuti prima di salire sul palco, ma il tour con Bowie durò due mesi... Instaurai un ottimo rapporto con Earl Slick, il suo chitarrista… · Nel 2008, tramite la pubblicazione di Earth To The Dandy Warhols, avete inaugurato la vostra etichetta… Nonostante la Capitol fosse entusiasta delle canzoni, la Beat The World Records era un progetto che volevamo portare a termine da anni, un progetto che non volevamo assolutamente accantonare…· Il periodo estivo sarà dedicato al tour europeo, il 28 luglio suonerete anche in Svizzera al Blue Balls Festival di Lucerna… In autunno tornerete in studio di registrazione? No, suoneremo negli Stati Uniti e in Australia dopodiché ci prenderemo un lungo periodo di pausa… Ognuno di noi si dedicherà ai propri progetti individuali… · Il tuo in cosa consiste? È una band d’impostazione psichedelica, i Pete International Airport…
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