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PLACEBO: ORIGINI, ALIENAZIONI E DISSIDI |
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Approfondimento -
ALTERNATIVE ROCK
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Venerdì 06 Novembre 2009 11:13 |
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITOIl 26 luglio 1997 incontrai i Placebo al Paléo Festival di Nyon. L’omonimo disco d’esordio (Emi/Virgin, 1996) viaggiava soltanto all’interno dei circuiti alternativi dell’epoca. Un disco nuovo a tutti gli effetti. I Placebo sono tuttora una band impertinente, aggressiva e trasgressiva, irriverente. A dispetto del verso -I need a change of skin- (Kitty Litter, Battle For The Sun, Emi, 2009), la maschera androgina di Brian Molko sorride ancora beffarda agli atteggiamenti mentali ipocriti e conformisti. Gli eccessi, quelli sì, probabilmente sono stati depositati nell’archivio degli errori di una vita, di un’esistenza catturata a piene mani dal rock’n’roll. Quel giorno Brian Molko mi raccontò le origini e i dissidi interni di una band in piena ascesa, mi parlò dell’incontro con David Bowie e mi descrisse la fase embrionale di Without You I’m Nothing (Emi/Virgin, 1998).
“Se non avessi lasciato il Lussemburgo, avrei dovuto indossare giacca e cravatta e rinchiudermi in una banca; così decisi di trasferirmi a Londra. Volevo scavalcare i confini e le alienazioni della mia vita. Pensai anche alla recitazione, frequentai anche il college per questo, ma contemporaneamente iniziai a suonare la chitarra. A Londra incontrai Stefan (Olsdal), un mio vecchio amico, e decidemmo di formare una band insieme a Robert (Schultzberg). Percepii un notevole cambiamento dopo la pubblicazione di Nancy Boy, il singolo del nostro album d’esordio che riscosse il maggior successo: fu allora che la gente iniziò ad accorgersi davvero dei Placebo. Morrissey, in quel periodo, era il supporting-act dell’Outside Tour di David Bowie, ma a causa di seri problemi se ne andò arrabbiatissimo. Bowie ci contattò chiedendoci di sostituirlo, e con lui, da quel momento, nacque un rapporto di amicizia e rispetto reciproci. Da qualche mese Steven Hewitt è il nostro nuovo batterista. Lo conosco già da qualche tempo; intorno al 1990 registrai con lui del materiale. Quando Robert (Schultzberg) lasciò la band, decidemmo di portare Steven con noi. Robert fu semplicemente la nostra prima scelta, iniziò ad odiarmi subito dopo la firma del contratto discografico. Un giorno mi chiamò e mi disse che se non l’avessi più voluto nella band avrei commesso l’errore più grande della mia vita. Sono fermamente convinto, però, che l’errore sia stato suo. Steven invece è un amico; è stato lui a fornire ai Placebo una nuova solidità e un equilibrio che prima d’ora non avevo mai captato. Stiamo scrivendo nuove canzoni (Brick Shithouse, Allergic, Without You I’m Notghing, The Crawl), brani che saranno pubblicati nel nostro prossimo disco e che metteranno in secondo piano l’album d’esordio: si tratta di composizioni più mature, piene di nuovo entusiasmo; un lavoro globale portato a termine da una band rinnovata che, grazie a Steven, ha beneficiato di una trasfusione di sangue.” |