| ANT |
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| Approfondimento - URBAN FOLK |
| Domenica 25 Marzo 2007 13:13 |
SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITONella seconda metà degli anni Novanta era il batterista degli Hefner. Oggi Ant(ony Harding) si propone nelle vesti di cantautore intimista, quasi timido nel raccontare se stesso e la sua musica mite, a volte quasi sussurrata. Lo scorso marzo, On The Camper, una giovane label luganese, è riuscita a contattarlo e a portarlo alle nostre latitudini per un set acustico, chitarra classica e voce. All'interno delle mura dello Zion Live Club di Morbio Inferiore, poco prima di esibirsi in una performance quasi onirica, Ant mi racconta il suo cantautorato, la sua vita privata e gli Hefner visti da chi, apparentemente, stava quasi dietro le quinte.Intervista del 23 marzo 2007 - Zion Live Club, Morbio Inferiore· Ant, come potresti descrivere la tua musica? Semplice, acustica, gentile. · In qualità di solista, mi sembra che tu abbia un approccio differente alla scrittura rispetto alle composizioni degli Hefner… Sì, hai ragione: la mia musica tende ad avere un carattere estremamente intimista, mentre le composizioni degli Hefner utilizzavano dei toni piuttosto ironici, a volte sarcastici. La mente compositiva, però, era Darren (Hayman). Amo molto espormi a livello personale, non m'interessa affatto se il pubblico apprezzerà il mio lavoro, non calcolo a priori in quanti potranno acquistare la mia musica. Certo, tento di fare del mio meglio, poi, forse, a qualcuno piacerà... · Ho sentito che stai preparando un nuovo disco... Sì, ho delle idee per un mini-album di otto composizioni, ma è ancora in fase embrionale… · Lo pubblicherai ancora tramite la Homesleep Records? No, questa volta toccherà ad una label inglese molto piccola. · La Homesleep è un’etichetta italiana: in quale modo nacque questa collaborazione? Mi fecero la loro proposta e mi sembrò un'ottima opportunità. Per le registrazioni di Footprints Through The Snow (Homesleep Records, 2006) andai da loro a Bologna… Probabilmente nel 2008 lavoreremo ancora insieme… · Ora vivi a Malmo, in Svezia: quale fu il motivo che ti spinse ad abbandonare Londra? Quando suonavo negli Hefner incontrai una ragazza svedese, vivemmo a Londra per oltre un anno, dopodiché, poco dopo l’inizio del nuovo millennio, gli Hefner scoppiarono. A seguito di questo decidemmo di trasferirci in Svezia. Ora abbiamo un bambino di sedici mesi, si chiama Leo... · Come potresti definire la scena indipendente svedese? Davvero ottima. Inoltre, credo che esista una buona organizzazione soprattutto nell'ambito dell’esportazione del prodotto musicale. · Questo tuo progetto solista era già attivo durante la tua militanza nelle fila degli Hefner... Sì, è così, e ti spiego perché: incontrai Darren al college. Eravamo due diciottenni con le medesime influenze musicali, entrambi scrivevamo canzoni e suonavamo la chitarra. Terminato il college, ognuno prese la propria strada; solo dopo un anno ci ritrovammo a Londra. Vivevamo insieme, ma Darren aveva già dato vita agli Hefner insieme ad altri due musicisti. Io li seguivo, ero il loro tecnico, ma nel medesimo tempo continuavo a scrivere i miei brani e a suonare nei club in veste solista. Successivamente Darren mi propose di entrare nella band come batterista ma continuai comunque con il mio progetto, non lo volevo assolutamente abbandonare. · A livello ufficiale gli Hefner, però, esistono ancora: Darren lo scorso anno mi disse che l’idea di una reunion potrebbe concretizzarsi, magari tra dieci o vent'anni. Tu, a un anno di distanza dalla sua affermazione, cosa ne pensi? È davvero difficile rispondere, credo, però, di essere d'accordo con lui... · Se non ricordo male, recentemente avete suonato insieme... Sì, lo scorso anno in Svezia. · La separazione degli Hefner quindi non influì sulla vostra amicizia… No, assolutamente. · Allora quale fu la ragione dell'apparente scioglimento degli Hefner? Il motivo principale fu il denaro. John Morrison, Jack Hayter ed io venivamo pagati dall'etichetta discografica, mentre Darren percepiva i diritti sulle canzoni. Subito dopo la pubblicazione di Dead Media (Too Pure, 2001) avremmo dovuto pubblicare un altro album che ottenesse il medesimo riscontro di We Love The City (Too Pure, 2000). Questo ci sembrò impossibile, così decidemmo di fermarci. · E John Morrison, ora di cosa si occupa? A volte suona in veste di sessionman con te, ma anche con Darren… Si dedica prevalentemente alle colonne sonore, però non ne parla molto spesso… · Ora quali sono le tue influenze musicali? Ascolto John Phillips, mi piace molto... · Quali sono i momenti della tua attività musicale che ami ricordare? Ogni volta che suonammo con gli Hefner alle John Peel Sessions. Una volta John ci portò a casa sua e ne registrammo una lì. Probabilmente fu la migliore.
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