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CHESTERFIELD KINGS PDF E-mail
Approfondimento - GARAGE ROCK
Venerdì 09 Marzo 2007 08:14

SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO 

Sul finire degli anni Settanta, a Rochester, a poche miglia da New York, Greg Prevost (voce) e Andy Babiuk (basso) diedero vita al combo che, in primis, permise al garage rock di risorgere. I riverberi di quelle sonorità erano lì, ferme nel limbo del rock'n'roll, in  paziente attesa di qualcuno che le orientasse nella loro nuova esistenza. I Chesterfield Kings dopo quasi tre decenni di garage rock sono ancora on the road. Oggi al seguito di Prevost e Babiuk ci sono Paul Morabito (chitarra) e Mike Boise (batteria), la spina dorsale di un'anima incandescente, mai denutrita, rifocillata quotidianamente attraverso innumerevoli flebo cariche di rock'n'roll primordiale, ancora incontaminato. Li incontro nel camerino del Vidia Club di Cesena poco prima che uno show di solo rock'n'roll, straripante, detoni all'interno del locale.

Greg Prevost e Andy Babiuk - Intervista del 3 marzo 2007 - Vidia Club, Cesena

·          Qual è la vostra opinione nei confronti della scena garage internazionale odierna? Greg: Ci sono ottime giovani band, ma credo che non siano riuscite a cogliere a piene mani l’essenza di questo genere.  

·          E per quanto riguarda esclusivamente la scena garage americana? Poco più di un mese fa, parlavo con Rudi Protrudi il quale sottolineava che si è dovuto trasferire a Berlino per riuscire a vivere attraverso la sua musica... Andy: Credo che questo sia un suo problema, per noi non è affatto così: abbiamo appena terminato un tour insieme ai New York Dolls e ai Supersuckers e, credimi Marco, ogni sera i club traboccavano di gente, le date erano sempre sold out. Greg: Dovremmo informarlo però, non credi, Andy? Andy:Suppongo che le sue siano delle faccende personali, non credo che siano legate alla musica. 

·          Anche l'Italia ha sempre nutrito un forte interesse nei confronti del garage rock, anche a livello  esecutivo: ricordate i Sick Rose? Greg: Certo. Suonammo con loro nel 1987 qui in Italia, ricordo molto bene i loro concerti. Recentemente ho ascoltato Blastin' Out(Misty Lane, 2006), il loro ultimo disco... 

·          Cosa è cambiato secondo voi nella scena garage internazionale rispetto al vostro esordio? Greg: All'epoca esistevano centinaia di garage band, alcune continuarono il loro percorso, mentre altre pubblicarono solo un singolo... Ora l'interesse delle major nei confronti del garage è nettamente superiore: gli Hives, per esempio, possono essere considerati semplicemente un loro prodotto poiché con il garage indipendente hanno davvero poco in comune. 

·          Dal vostro punto di vista, come potreste descrivere gli anni Ottanta? Andy: In quel periodo si percepiva una forte passione per il rock'n'roll,  forse  generata da un desiderio di ritornare alle origini... 

·          Quali sono i ricordi più belli della vostra storia? Greg: Parlare con te in questo istante... 

·          Ti ringrazio, questo mi onora. Cosa mi puoi dire, invece, dei momenti peggiori? Greg: Il problema più grande fu, indubbiamente, quello di riuscire a mantenere la band unita. Come saprai, Marco, nella nostra formazione ci sono stati svariati mutamenti di line-up. Quella attuale credo sia la migliore. Non ho dubbi. 

·          Cosa è successo ai fratelli Okolowicz? Andy: Uno di loro si è sposato e ha deciso di fermarsi, mentre l'altro, purtroppo, ha tuttora problemi di salute.

·          E gli altri vecchi componenti, come Paul Rocco e Rick Cona? Continuano a suonare? Andy: Paul Rocco è uno stronzo, davvero, nonostante sia un ottimo chitarrista. Per fortuna ho perso le sue tracce da tempo. Rick, invece, alcune volte lo troviamo nel pubblico ai nostri concerti... 

·          Come vi siete messi in contatto con Paul Morabito? Andy: Paul suona nei Moviees, qualche tempo fa Greg ed io abbiamo prodotto il loro disco. Un giorno, in sala prove, nacque una jam, e Paul fece davvero la sua parte… 

·          Fatemi una riflessione su The Mindbending Sound of The Chesterfield Kings (Wicked Cool Records, 2006)… Andy: In sala d'incisione fu davvero divertente, adoro questo disco. Credo sia uno dei nostri migliori lavori. 

·          Quale credi invece sia il peggiore? Andy: Detesto The Berlin Wall of Sound (Mirror Records, 1989). 

·          Greg, qual è la tua opinione in questo ambito? Penso che alcuni brani di quel disco, invece, siano piuttosto buoni. Stop! (Mirror Records, 1985) è orribile, la persona che lo registrò fece un pessimo lavoro. Anche Don't Open  Til Doomsday (Mirror Records, 1987) non suona così bene... 

·          È questa la ragione per cui non ristampate i vostri primi tre dischi? Greg: No, non è questo il motivo: sul finire degli anni Novanta la Mirror Records ci  creò  molteplici problemi, tuttora stiamo combattendo una sanguinosa battaglia legale. Conosco le difficoltà nel reperire i nostri primi tre dischi, ma per il momento non siamo assolutamente in grado di procedere con le ristampe. Spero davvero che si risolva tutto al più presto. 

·          Quindi fu semplicemente questa la ragione del divorzio dalla Mirror? Greg: Sì, certo. 

·          E Surfin' Rampage (Mirror Records, 1997)? Quale fu la ragione che vi spinse a registrare un disco surf? Andy: È sempre stato un nostro desiderio, amiamo quella musica. 

·          Suonate ancora quei brani in concerto? Greg: No, perché quando lo registrammo la nostra formazione era composta da cinque elementi, l'adattamento dei cori, nel surf, è fondamentale. E poi il look, ricordi quella copertina, Marco? C'ispirammo a Brian Wilson... 

·          Drunk On Muddy Water (Mirror Records, 1990) è un disco blues, a tratti blues acustico... Andy: Eravamo davvero ubriachi, te lo garantisco... Greg: Ho sempre nutrito una forte ammirazione per il blues seminale... 

·          Come fu il vostro debutto alla fine degli anni Settanta? Quella era l'epoca del punk e della new-wave... Greg: Volevamo (ri)creare qualcosa di differente. Iniziammo riprendendo una serie di brani che potrei definire nascosti, divenuti, però, nel tempo, composizioni di culto, scritte circa una quindicina di anni prima. Ricordi il nostro primo disco? È una raccolta di quelle canzoni, sono tutte cover... 

·          In quel periodo quali erano le vostre influenze musicali più forti? Greg: Tutto, davvero tutto, il garage rock dei Sixties. 

·          E ora? Greg:  Sempre quello. 

·          E per quanto riguarda le vecchie collaborazioni? Mi riferisco a Dee Dee Ramone in particolare... Andy: Suonammo molte volte con i Ramones, eravamo molto legati anche a Joey. Un giorno Dee Dee mi chiamò e mi disse: "Hey Andy, ho una canzone per voi!" Da quel momento nacque una collaborazione più concreta. Una volta eravamo a Londra, era da quelle parti anche lui e partecipò come ospite al nostro show. 

·          Ho sentito che avete tonnellate  di registrazioni mai pubblicate. È vero? Greg: Sì, è vero, i nastri sono tantissimi, però non saprei fornirti informazioni relative ad un’ipotetica data di pubblicazione. 

·          Ho saputo che state preparando un nuovo disco... Andy: È quasi terminato, ora è in fase di missaggio. 

·          Me ne potete parlare? Andy:  Sono sedici nuove canzoni indirizzate al sound degli Stones, degli Who, degli Yardbirds.  Sono prodotte da Ed Stasium, lui lavorò insieme a Mick Jagger, ai Motorhead, ai Living Colour, ai Ramones... 

·          Ha già un titolo? Greg: No, non ancora, ma verrà pubblicato in autunno. 

·          Greg, cito un tuo verso: "...I killed myself for rock'n'roll..." Lo riscriveresti? Certo, Marco, come potrei cambiare? Non ce la farei...