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JIM JONES REVUE: BURNING YOUR HOUSE DOWN PDF E-mail
Approfondimento - ROCK'N'ROLL
Venerdì 14 Gennaio 2011 06:21

FONTE: GIORNALE DEL POPOLO DEL 14 GENNAIO 2011

SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO

A pochi mesi dalla pubblicazione di Burning Your House Down (Punk Rock Blues/Pias Recording, 6 settembre 2010), il secondo disco, oppure il terzo se contiamo anche una raccolta di B-Sides, Jim Jones descrive la sua band, The Jim Jones Revue (Jim Jones – voce/chitarra, Rupert Orton - chitarra, Eliott Mortimer - pianoforte, Gavin Jay  - basso, Nick Jones – batteria), e il suo redivivo rock’n’roll…

Jim Jones - Intervista telefonica del 30 novembre 2010

·          Jim, raccontami la nascita di questa formazione… Nel 2004 ho incontrato Rupert (Orton) all’interno del suo club (Not The Same Old Blues Crap, Londra, ndr) nel momento in cui militavo nelle fila dei Black Moses. Rupert gestisce anche la Punk Rock Blues Records, una piccola label che nel tempo si è fregiata di un’ottima scuderia di musicisti. Credevo semplicemente di proporgli i Black Moses, ma la frenetica passione che ci accumuna per il primo rock’n’roll si è materializzata nella ricerca degli altri tre componenti della band… Quando ho ascoltato Elliot (Mortimer) per la prima volta, credevo di assistere ad una session di Jerry Lee (Lewis) e di Little Richard nel 1958… 

·          Sembra che l’ex-Clash Mick Jones abbia affermato che The Jim Jones Revue sia in assoluto la migliore rock’n’roll band degli ultimi anni… Che ne pensi? Ne sono fiero… Ricordo che comprai il singolo di Should I Stay or Should I Go lo stesso giorno che venne pubblicato… Anche Sylvain Sylvain (New York Dolls) è un nostro fan… Jack White, invece, un giorno mi ha inviato un messaggio chiedendomi di raggiungerlo sul palco a Londra. Noi eravamo in Francia per una serie di concerti e non avevamo nemmeno molto tempo per decidere… Non abbiamo dormito per due giorni, ma lo show con Jack è stato fantastico…  

·          Cosa ti viene in mente riascoltando questo secondo disco, Burning Your House Down? Un rock’n’roll show… 

·          Puoi descrivere il concepimento e le registrazioni? È solo rock’n’roll… Le registrazioni non sono durate più di cinque giorni… 

·          La prima canzone è intitolata Dishonest John… A chi è dedicata? Non posso dirti di chi si tratta… Sono esperienze che fanno parte della vita di qualsiasi essere umano…  

·          Sembra che il vostro primo disco sia stato registrato in sole quarantotto ore (The Jim Jones Revue, Punk Rock Blues, 2008)… Cosa mi puoi dire di questo? Avevamo affittato la sala soltanto per due giorni… 

·          Nonostante siano piuttosto evidenti, potresti elencare le vostre influenze musicali? Elvis (Presley), Jerry Lee (Lewis), Little Richard, Otis Redding, Steve Marriott, Muddy Waters, Tom Waits, gli Stones, gli Stooges, Charlie Parker… 

·          In quale modo siete entrati in contatto con Jim Sclavunos (Grinderman/Bad Seeds)? Un giorno l’ho chiamato proponendogli la produzione di Burning Your House Down. Lui ha accettato immediatamente. Ti confesso, però, che volevo anche chiedergli dettagli relativi all’impostazione vocale di Lux Interior; ricordi che Jim è stato anche il batterista dei Cramps? 

·          Nel 2009 è stata pubblicata una raccolta di B-sides, Here To Save Your Soul, che contiene anche delle cover, tra cui A Big Hunk O’Luv di Elvis Presley… L’ho sempre amata, volevo inciderla da molto tempo… 

·          Recentemente la rivista Mojo ha pubblicato un tributo ai Beatles, Let It Be Revisited (N.203/Ottobre 2010), all’interno del quale voi avete ripreso Get Back… Perché questa scelta e non un’altra traccia rock’n’roll oriented come One After 909? Non avevamo la possibilità di decidere, l’editore mi ha chiamato e mi ha proposto soltanto Get Back, gli altri brani erano già stati assegnati. 

·          Siete già alle prese con la composizione di nuovo materiale? Ci stiamo lavorando nei ritagli di tempo. Credo, però, che rientreremo in studio soltanto in primavera…