| ELVIS COSTELLO: NATIONAL RANSOM |
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| Approfondimento - ROCK'N'ROLL/COUNTRY |
| Giovedì 23 Dicembre 2010 14:37 |
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FONTE: CORRIERE DEL TICINO DEL 21 DICEMBRE 2010 SERVIZIO A CURA DI MARCO SESTITO Figlio della generazione punk e new wave britannica, Elvis Costello non ha mai accantonato la propria sete di ricerca, il proprio desiderio di (ri)scoprire le musiche che hanno alimentato e plasmato il rock’n’roll nel suo stato primordiale. National Ransom (Universal Music, 2 novembre 2010), il suo ultimo disco, raccoglie, in sedici tracce di autorevole livello compositivo, tutto quanto egli ha ascoltato e maturato negli anni con frenetica dedizione e inalterata venerazione…Intervista telefonica del 2 dicembre 2010· Elvis, come potresti descrivere National Ransom? Questo non è il tuo lavoro? …National Ransom è una raccolta di sedici composizioni all’interno della quale è confluita ogni sorta di espressione musicale che ho amato e che amo tuttora. Il rock’n’roll innanzitutto, ma nel contempo ci sono forti riferimenti al gospel, al bluegrass, al r&b. È stato registrato in poco più di dieci giorni tra Nashville e Los Angeles, e credo, francamente, che sia il mio disco migliore. È vero, questa è un’affermazione che in sede di promozione qualsiasi musicista tenta di evidenziare più volte, ma ti confesso che non ho dubbi, suppongo di aver raggiunto l’apice della mia maturità artistica… Ho cinquantasei anni… Sono convinto, però, che nel 2010 un album non riesca più ad ottenere la medesima importanza. Mi riferisco al puro valore artistico al quale da sempre siamo stati abituati. Una volta il pubblico era capace di analizzare un disco a livello integrale, lo riascoltava più volte. Oggi, purtroppo, ci si indirizza prevalentemente all’acquisto di un singolo brano… Siamo nell’era della tecnologia digitale in cui regna una sorta di superficialità collettiva… Peccato… · Perché questo titolo (National Ransom/Riscatto nazionale)? Ogni canzone è legata direttamente o indirettamente al misterioso mondo della finanza. Credo che là fuori ci sia ancora qualcuno che debba essere smascherato… · Sostieni che A Slow Drag With Josephine, la quarta traccia, sia puro rock’n’roll ma come lo si suonava nel 1921… Puoi spiegarti meglio? Personalmente credo che il rock’n’roll sia sempre esistito. A metà degli anni Cinquanta Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Elvis Presley, Little Richard, Buddy Holly, sono riusciti ad arginare, anche se con fatica, alcuni tabù che fino all’epoca sono stati inevitabilmente la colonna portante del conformismo. L’essere umano, però, ha sempre avuto la necessità di esprimersi apertamente, di rivelare i propri desideri, anche quelli più intimi. A Slow Drag With Josephine è un pensiero privo di troppi mezzi termini… Questo è quello che è stato definito rock’n’roll… · T Bone Burnett ha curato la produzione del disco… Innanzitutto T Bone è un carissimo amico, un musicista e un uomo con una cultura musicale davvero fuori dal comune. Non è assolutamente il tipo di produttore che ti assilla attraverso suggerimenti e imposizioni legate al frivolo marketing discografico. È l’esatto contrario, ascolta con pazienza le tue esigenze e tenta di rielaborarle al meglio. Ti consiglio di ascoltare anche le altre sue recenti produzioni, No Better Than This (Rounder Records, 2010) di John Mellencamp e Women+Country (Columbia, 2010) di Jakob Dylan. · Ora raccontami della collaborazione con Leon Russell… Era seduto in studio da T Bone nel momento in cui sono andato ad ascoltare per la prima volta i demo di National Ransom. Malgrado Leon abbia un carattere difficile e vorresti abbandonarlo in sala d’incisione dopo una sola session, la collaborazione è nata in maniera piuttosto naturale, mentre si parlava, e soprattutto si discuteva, a proposito di questo disco… · Cosa mi puoi dire, invece, della presenza di Marc Ribot? Seguo la musica di Marc da quando incise Rain Dogs (Island, 1985) con Tom Waits; continuai ad ascoltarlo anche nel momento in cui militava nelle fila dei Lounge Lizards. Iniziai a lavorare con lui sul finire degli anni Ottanta, se non sbaglio le nostre prime collaborazioni risalgono a Spike (Warner), l’album che pubblicai nel 1989. È un chitarrista che riesce ad appropriarsi di qualsiasi genere, non si pone alcun limite… · La copertina è piuttosto curiosa… È di Tony Millionaire e credo che descriva molto bene l’intero senso del disco… Ma odio la versione in CD. È troppo plastificata e non riesce ad esaltare abbastanza l’illustrazione. Ho dovuto insistere molto con l’etichetta al fine di pubblicare anche l’edizione in vinile. Il formato dodici pollici enfatizza ogni singolo fattore dell’intero lavoro, sia i dettagli della copertina, sia il suono che, soprattutto in questo caso, non deve venire assolutamente sottovalutato. · Sei cresciuto circondato dalla musica… Tua madre gestiva un negozio di dischi a Londra e tuo padre era un cantante… Non è così? Mio padre era il vocalist di un’orchestra da ballo e ricordo che ogni giorno preparava i brani che venivano richiesti dal pubblico la notte precedente. Ma non per questo dovevano essere di suo gusto, accontentava semplicemente i clienti. Nonostante i miei genitori fossero degli addetti ai lavori, in casa non avevamo molti dischi, direi non più di una quarantina... Charlie Parker, Miles Davis, Bach… Scoprii il rock’n’roll grazie alle versioni dei Beatles, analizzai gli originali di Chuck Berry, di Buddy Holly, di Carl Perkins soltanto qualche tempo dopo… · Nel 1977 hai pubblicato il tuo primo disco, My Aim Is True(Columbia)… Al suo interno c’è Mystery Dance… Ricordi il concepimento di questo brano? Mystery Dance fu uno di quei brani che elaborai originariamente per chitarra acustica e voce. Con ogni probabilità era il 1975, poco prima di suonare all’interno di un club… · Lo scorso giugno hai suonato alla Casa Bianca al cospetto del presidente Obama… Mi puoi fare una riflessione? Ho voluto rendere omaggio a Paul (McCartney) per il suo indispensabile apporto alla musica e alla cultura del XX secolo. Hanno suonato anche Jack White, Herbie Hancock, Stevie Wonder… Ricordi che anche il presidente e sua moglie hanno cantato Hey Jude? · Durante la tua carriera hai collaborato molto spesso insieme a Paul… Sai se ha già ascoltato National Ransom? Dovrei chiederglielo, hai ragione… |



